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salahmah:

Chefchaouen, a small town in northern Morocco, has a rich history, beautiful natural surroundings and wonderful architecture, but what it’s most famous for are the striking and vivid blue walls of many of the buildings in its “old town” sector, or medina.

The maze-like medina sector, like those of most of the other towns in the area, features white-washed buildings with a fusion of Spanish and Moorish architecture. The brilliantly blue walls, however, seem to be unique to Chefchaouen. They are said to have been introduced to the town by Jewish refugees in 1930, who considered blue to symbolize the sky and heaven. The color caught on, and now many also believe that the blue walls serve to repel mosquitoes as well (mosquitoes dislike clear and moving water).

Whatever the reason, the town’s blue walls attract visitors who love to wander the town’s narrow streets and snap some beautiful photos. 

(via ehytherejay)

Chi sarebbe questa persona che parte e ti spezzerà il cuore?
Anonimo

Si parla di un anno e mezzo fa e quella persona ora non fa più parte della mia vita perciò non voglio parlarne qui, mi dispiace, caro anonimo

Un coltello è entrato, non c’è più uscito!
Eccolo lì, taglia e sminuzza ogni illusione in piccole parti. Talmente piccole da non poter essere ricomposte, eppure vagano insinuando stupidi pensieri come tarli.
Quel coltello sei tu, con quella tua sinuosa forma lucente.
Non sei davvero tu ad ispezionarmi, io ti maneggio come mi pare, ma ad ogni mossa, si forma solo un grande solco insaguinato. Questo è il tuo nettare.
Ma ti amo, amo il modo in cui posso maneggiarti, sembra quasi che sia io il tuo burattinaio. In realtà non sono neanche burattinaio di me stesso. Amo la tua lucentezza nella quale mi rispecchio, seppur spesso m’abbaglia.
Scavi, scavi, non ti stanchi mai. Mi stai togliendo ogni millimetro delle mie membra.
Di me resterà un corpo vuoto, riempito di te probabilmente.
È una tortura insopportabile, non fa altro che ridurmi al nulla.
Ti prego, continua.

L. Margiotta (via idoloridelgiovaneme)

Sfiducia

idoloridelgiovaneme:

Non ci credo che non vuoi tornare
Non ci credo che mi vuoi scordare
Non ci credo che sei ancora lì
Non ci credo che mi hai lasciato qui

Non ci credo che per te è normale
Che quel che è stato è stato e non vale più
Se solo fosse stato meno banale
Ti avrei detto di non andare

Una volta, un anno e mezzo fa, pensavo ad una partenza. Una partenza che mi avrebbe spezzato il cuore e scrissi ciò che sarebbe accaduto il giorno di quella partenza che per fortuna non è mai avvenuta. Oddio, tu sei partita ma non mi si è spezzato il cuore o almeno non di colpo. È stato un lungo processo il dimenticarti che ha visto il mio cuore risanarsi in un anno. Adesso è di nuovo in fase di restauro ma questa volta la colpa non è tua ma di un’altra ragazza e di un altro me che è diverso da quello che conoscevi tu un anno e mezzo fa. Quello che scrissi è poi diventato una poesia. La mia unica e prima vera poesia. L’unica che dopo un anno e mezzo mi piace ancora. Una poesia che mi rappresenta più di molte altre parole. Basterebbe solo chiedersi cosa ci sia dietro e allora mi conoscerebbe chiunque. Ecco, un anno e mezzo fa ho scritto una poesia che è la chiave del mio animo tuttora. Una poesia che parla di me senza troppe parole. 6 versi, 32 sillabe, ed io sono là dentro. Magari potrà anche farti schifo, potrà anche fare schifo a chiunque ma a me piace. E credo che questo sia l’importante. A me piace quella mia poesia perché mi rappresenta. A me non piaccio io che sono lì rappresentato.

Risposta eusariente sul come ti descriveresti.
Anonimo

Comunque ho una pagina apposta per descrivermi sul mio blog 😱

Come ti descriveresti?
Anonimo

Credo che se sapessi trovare definizioni adatte a me, sarei morto. Tutto di me è in continuo cambiamento come ogni altro individuo.

Bene, dopo questa introduzione, ti dico che non lo so.

Quanto sei alto?
Anonimo

E boh, 1,70 qualcosa, di certo più di 1,70

Hai mai avuto esperienze gay?
Anonimo

No, non mi pare, proprio no. Solo esperienze etero